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23 novembre 2006

V per Vendetta (2005)



Basato sull'omonimo capolavoro a fumetti risalente addirittura ai primi anni 80, questo film esce in un periodo storico nel quale le tematiche affrontate dall'autore Alan Moore sono più che mai attuali. Fino a che punto è possibile sacrificare diritti di libertà personale in favore di una maggiore (ipotetica?) sicurezza? Fino a che punto è possibile spingersi, in questa nostra ansia di controllo, senza che la nostra amata democrazia si trasformi in dittatura? Il confine tra le due forme di governo è quanto mai labile. La dittatura ormai non consiste più (o non solo) in un tiranno che utilizza la forza militare per governare. La dittatura, ai giorni nostri, è più subdola e si esercita anche attraverso una sistematica manipolazione del sentimento popolare, per mezzo di un rigido controllo dei mezzi di informazione. La paura diventa la forza motrice da sfruttare per accentrare il potere e ridurre le libertà.
L'azione del film prende luogo in un Regno Unito in cui un regime totalitario ha, per l'appunto, sostituito la democrazia, incapace di garantire sufficiente sicurezza alla nazione dopo che ripetuti attacchi terroristici hanno sconvolto l'opinione pubblica. L'anarchico V, magistralmente interpretato da Hugo Weaving, funge da memoria storica e coscienza di un popolo ormai plagiato dalla stampa di partito e sotto il controllo del regime. V porta sul volto, non a caso, la maschera di Guy Fawkes, il rivoluzionario cattolico mente del fallito Gunpowder Plot, che avrebbe avuto come fine il far esplodere, il 5 Novembre 1605, Westminster Palace, uccidendo contestualmente il re protestante James I. In un crescendo di emozioni, si assiste ad una riedizione in chiave moderna del complotto fawkesiano, questa volta coronato dal successo, e al conseguente rovesciamento del regime, in un finale intenso e commovente.
Il carisma di V, con il suo parlare poetico e toccante, è l'elemento sul quale poggia tutto il film. Un film che, per le tematiche trattate, è un violento pugno nello stomaco. Chi si aspetta la solita pellicola hollywoodiana tutta azione e sparatorie rimarrà sorpreso nel trovarsi di fronte ad un'opera impegnata ed impegnativa, che tocca la sensibilità dello spettatore presentandogli un mondo ipotetico ma mai come in questo momento verosimile. I fratelli Wachowski colpiscono duro, concretizzando le paure di tutti quelli che guardano con preoccupazione agli sviluppi politici del nostro tempo, tratteggiando una società Orwelliana che non può non angosciare. C'è meno azione di quanto sarebbe lecito prevedere. Niente trucchetti in stile Matrix qui, la storia tiene inchiodati alla poltrona esclusivamente per mezzo del suo potere evocativo. E' anche un film coraggioso, in quanto risulta lampante il parallelismo tra il Regno Unito in cui si muove V e gli USA post-11 Settembre. Un film che, come si faceva in tempi più oscuri, utilizza la potente arma della metafora per sferrare un violento attacco al sistema, come e più di quanto probabilmente sarebbe stato possibile fare dicendo le cose apertamente e pubblicamente, che è una libertà che, forse, abbiamo già iniziato a perdere. Speriamo solamente che, per quanto riguarda noi stessi, il processo di lavaggio del cervello non sia già ad uno stadio troppo avanzato. Noi non abbiamo un V che ci ricordi il valore della libertà. Noi dobbiamo farcela da soli.

Indice di indimenticabilità: 1




permalink | inviato da il 23/11/2006 alle 18:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


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