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25 novembre 2006

QUEENSRYCHE - Empire (1990)



La band di Seattle pubblica questo Empire nel 1990, subito dopo il suo capolavoro Operation: Mindcrime. Si può immaginare la difficoltà in cui può trovarsi un gruppo nel produrre un degno successore ad uno dei lavori metal più fondamentali e seminali degli anni '80, se non di sempre, oltre che dall'immenso successo commerciale. IQueensrÿche, tuttavia, riescono nel difficile compito di non deludere, con un album che, sebbene non a livello del precedente (ma questo sarebbe stato impossibile), dimostra che la classe e la raffinatezza che straborda dai solchi di Operation: Mindcrime non è frutto del caso o di un momento estemporaneo di ispirazione divina, ma è parte del patrimonio genetico di una band che purtroppo resterà sulla breccia meno a lungo di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi. Sebbene all'inizio accorpati al femonemo street, in compagnia di band come Motley Crue o Poison che dominarono il panorama musicale anni '80, iQueensrÿche dimostrarono rapidamente di essere fatti di ben altra pasta. Là dove le citate street metal band si sifacevano a gruppi sleazy come Kiss o Aerosmith, iQueensrÿche rappresentavano invece un idealeponte di mezzo tra la New Wave Of British Heavy Metal e sonorità più raffinate, tipiche di certo rock anni '70 più pop-oriented, a là Queen o Pink Floyd, il tutto condito con una certa dose di virtuosismo strumentale di impronta Van Halen. Nel corso dei primi due album si assiste ad uno spostamento delle sonorità in ambiti maggiormente progressive, con l'apice raggiunto con il già citato Operation: Mindcrime, disco ambizioso, con arrangiamenti orchestrali curati da Michael Kamen, che mette d'accordo critica e grande pubblico.
Con Empire i
Queensrÿche erano chiamati alla conferma. Il risultato è un album di grande successo commerciale, doppio platino negli USA, trainato dallo splendido singolo Silent Lucidity. Il geniale chitarrista Chris DeGarmo si dimostra in forma come non mai e Geoff Tate ci offre ancora una strabiliante prestazione vocale, per un cantante la cui influenza nel definire un determinato stile canoro è stata ed è ancora immensa. Il songwriting si assesta sugli ormai soliti alti livelli, con canzoni elaborate e raffinate, concettuali, come la title-track Empire o la conclusiva Anibody Listening?, ma non manca di assestare qualche colpo di più facile presa, a partire dall'opener Best I Can, passando per la ruffiana Jet City Woman e arrivando al già citato singolo Silent Lucidity, splendida ballata rock. Nel complesso siamo di fronte ad un ottimo album, prodotto da una band dalla personalità eccezionale e dalla classe fuori dal comune, all'epoca ancora all'apice della propria creatività. Verrebbe da dire che al giorno d'oggi album come questo, elaborato senza essere involuto, decisamente rock senza suonare troppo pesante, non se ne producono più. Oggi le band metal, da un lato, inseguendo la moda imperante, tendono a picchiare molto più duro di quanto facessero all'epoca iQueensrÿche, perdendo a volte in ricercatezza, e dall'altro lato le band rock di grande successo non hanno un decimo dell'abilità compositiva e della classe dei 'rÿche.
Quest'album segnerà purtroppo una sorta di spartiacque nella carriera della band di Seattle. Il fenomeno grunge, sviluppatosi proprio nella loro città natale, spazzerà via gran parte della fan-base dei
Queensrÿche, così come avrà influenze catastrofiche su tutto un genere musicale. Il successivo Promised Land riuscirà comunque a conseguire un discreto successo commerciale ma aprirà critiche interminabili sulla svolta verso sonorità più pop intrapresa dalla band, e tali critiche porteranno poi alla fuoriuscita di DeGarmo dal gruppo, e alla fine di un'era.





permalink | inviato da il 25/11/2006 alle 11:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


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