.
Annunci online

  laverita [ La mia Verità su MusicaCinemaLibri ]
         

Add to Technorati Favorites


Album recensiti:

AMORPHIS - Silent Waters
AT THE DRIVE-IN - Relationship of command
CIRCUS MAXIMUS - 1st Chapter
CIRCUS MAXIMUS - Isolate
DREAM THEATER - Metropolis pt.II: Scenes from a memory
DREDG - Catch without arms
EMERSON, LAKE & PALMER - Brain Salad Surgery
KING CRIMSON - In the court of the crimson king
MANOWAR - Gods of War
MARILLION - Anoraknophobia
MARILLION - Brave
MISANTHROPE - Visionnaire
MUSE - Black holes and revelations
ORPHANED LAND - Mabool
PORCUPINE TREE - The Incident
QUEENSRYCHE - Empire
QUEENSRYCHE - Hear in the now frontier
RAMMSTEIN - Mutter
SETH LAKEMAN - Freedom fields
SNOW PATROL - Eyes open
TESTAMENT - the Gathering
THE FRATELLIS - Costello music
THE TEA PARTY - Tangents: The Tea Party collection
TOOL - Lateralus
THRICE - Veisshu
TRANS-SIBERIAN ORCHESTRA - Christmas Eve and other stories/The Christmas attic
WARREL DANE - Praises to the war machine


Film recensiti:

300
V per Vendetta


Libri recensiti:

FEDERICO BUFFA - Black Jesus
LUIGI GUARNIERI - I Sentieri del cielo
STEPHEN KING - La storia di Lisey
THOMAS MANN - I Buddenbrook




Creative Commons License
I contenuti inediti di questo blog sono pubblicati
sotto una Licenza Creative Commons


Le tracce che ho ascoltato recentemente:





Il mondo è diverso, se lo vivi di traverso ;-)












free counters


5 maggio 2007

MANOWAR - Gods of War (2007)




Dopo una decina di anni spesi tra album obiettivamente mediocri (Louder than hell, Warriors of the World) e innumerevoli (quanto inutili) dvd celebrativi, i Manowar, giunti alla decima opera in studio, tornano finalmente su livelli qualitativi eccelsi con questo Gods of War.
I clichè sono sempre gli stessi - per testi socialmente impegnati rivolgersi altrove, grazie - eppure i Manowar questa volta ci ricordano che certe tematiche saranno anche abusate, ma se al giorno d'oggi c'è qualcuno che può continuare a cantare di mutandoni di pelle, spade e Odini vari, risultando nel contempo credibile, questo qualcuno sono loro.
Fin dall'eccelso packaging della limited edition ci si rende conto di come questa volta i Re del Metallo facciano dannatamente sul serio; libretto interamente scritto in runico (!), custodia in acciaio e copertina in simil-pelle trasmettono una grande sensazione di epicità, sensazione che trova conferma e viene amplificata all'ennesima potenza nel momento in cui si preme il tasto play. Lunghe parti sinfoniche di rara maestosità, cori potenti, persino una rievocazione ancora più battagliera della famosa Warrior's Prayer - i Manowar dimostrano che l'epic metal è cosa loro, nel 2007 come nel 1982.
Delle 16 tracce di cui è composto l'album, molti sono gli intermezzi strumentali e le parti recitate e ricche di effetti sonori, come migliore tradizione Manowariana insegna. A questo giro l'obiettivo primario dei Manowar sembra essere stato quello di creare un album di forte impatto e atmosfera, un'unica opera epica più che una successione di canzoni. Obiettivo pienamente centrato, poichè questo è forse l'album più cinematografico che mi sia capitato di ascoltare. A spiccare non sono le singole canzoni (peraltro eccellenti), ma questa sensazione quasi visiva di trovarsi all'interno di un racconto barbarico di Howard.
Se si va a tirare le somme, il numero di canzoni vere e proprie è probabilmente un po' basso per far gridare al capolavoro, ma non c'è dubbio che qui l'epicità sia quella dei bei tempi. Il livello qualitativo delle canzoni in questione (alcune delle quali peraltro anticipate nell'EP Sons of Odin) è però comunque altissimo: Odin, King of Kings, Sleipnir, Gods of War, Sons of Odin rappresentano i Manowar al loro meglio e non sfigurerebbero nella track-list di uno degli album storici del quartetto americano.
In conclusione, Gods of War è di gran lunga la miglior uscita di true metal degli ultimi anni e fa piacere che autori ne siano proprio i Manowar, band che, tra alti e bassi, è sempre rimasta fedele alla propria immagine e al proprio inconfondibile stile, anche in periodi in cui sarebbe stato oggettivamente più facile presentarsi diversamente.
I fan (con me in prima fila) li adorano proprio per questo, per questa maniera di vivere il metal come uno stile di vita, incuranti dei tempi che cambiano, come se fossimo ancora nei magici anni '80. Il talento musicale poi, beh, quello c'è sempre stato, e in gran quantità, e quest'album ne è l'ennesima dimostrazione.




permalink | inviato da il 5/5/2007 alle 19:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


sfoglia     marzo        marzo
 


Ultime cose
Il mio profilo



MOTOCLUB TING'AVERT
STEPHEN KING
HOOPSFANFORUM/Toronto Rptors
TRANS-SIBERIAN ORCHESTRA
RAMMSTEIN
MARILLION
AT THE DRIVE-IN
DREAM THEATER
DREDG
KING CRIMSON
MUSE
ORPHANED LAND
QUEENSRYCHE
SETH LAKEMAN
SNOW PATROL
THE FRATELLIS
THE TEA PARTY
THRICE


Blog letto 76213 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom