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ORPHANED LAND - Mabool (2004)




Mabool è un concept. E' il racconto del viaggio del Serpente, dell'Aquila e del Leone (le tre religioni monoteistiche, Ebraismo, Islamismo e Cristianesimo) effettuato per redimere il genere umano. Viaggio segnato dall'insuccesso, visto che il diluvio universale, il Mabool appunto, si abbatterà comunque sulla terra. Come conseguenza dell'argomento affrontato, tre differenti culture, ebraica, islamica e cristiana, si trovano fuse all'interno di questo lavoro. Ne risulta una incredibile commistione di generi, dal black metal al classic rock, dalla musica etnica con influenze mediorientali alla religiosa. Nei sessantotto minuti di durata di questa opera monumentale c'è tutto e il contrario di tutto. Pur avendo saldamente le sue radici nell'heavy metal, etichettatura superficiale che ne ha probabilmente ristretto il successo, è prodotto consigliato a chiunque ami la Musica con la lettera maiuscola, in quanto la originalissima reinterpretazione del genere effettuata dai nostri pone questo lavoro al di là di ogni possibile classificazione. Stupisce infatti la facilità con la quale le influenze più disparate vengono accostate le une alle altre, creando un mix formalmente perfetto. In The Kiss of Babylon è forte la matrice mediorientale, con break melodici dal tipico sapore islamico, e l'intervento di una voce femminile contribuisce a creare una magica atmosfera che non potrà non colpire, per la sua verosimiglianza, chiunque abbia visitato un qualsiasi paese islamico. In Halo dies (the Wrath of God), un inizio melodico con vocals pulite cede presto strada ad una aggressiva sfuriata death metal, che a sua volta viene sostituita da una chiusura nuovamente melodica, che funge da sottofondo ad un parlato (presumibilmente in ebraico) molto d'atmosfera. La conclusiva The Storm Still Rages è perfetta summa di quanto ascoltato finore, con cambi di tempo, parti pesanti alternate a nenie sussurrate, occidente e oriente che si attorcigliano fondendosi in un mix perfetto e assolutamente inedito che lascia a bocca aperta.

La grande abilità della band sia nel suonare che nel comporre pezzi così complessi rende Mabool, pur tra le sue mille sfumature, un corpus unico e coerente, che si fa ascoltare con facilità e nel quale niente sembra fuori posto. Nonostante l'azzardo di certi accostamenti, la fusione è così efficace da risultare naturale, tanto che l'ascoltatore tenda a non riconoscere, ad un primo ascolto, le diverse influenze che si nascondono tra i solchi digitali di questo cd. Il prodotto finale non è infatti la somma discreta di più elementi, ma una nuova entità che attinge da ognuno dei suddetti elementi ma che non è nessuno di essi.
In parole povere, siamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro di Arte, un'opera assolutamente unica e indimenticabile, da possedere assolutamente.



Pubblicato il 22/11/2006 alle 10.36 nella rubrica Musica.

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