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RAMMSTEIN - Mutter (2001)



I Rammstein sono una band controversa, amata e odiata allo stesso modo. C'è da dire che le loro esibizioni live "poco ortodosse", le liriche spesso pornografiche (nel vero senso della parola) e il loro particolare sound, industrial fino all'esasperazione, non hanno di certo contribuito a rendere la loro immagine molto mainstream. A complicare le cose, incontrollate voci di una fede politica di estrema destra hanno fomentato polemiche a non finire, come se un gruppo tedesco che canta in tedesco e fa musica che suona molto marziale non possa che essere filo-nazista. Queste voci sono state più e più volte smentite dalla band stessa (anche in questo album, con la canzone Links 2,3,4 - vogliono il mio cuore a destra ma ho controllato, e batte a sinistra) ma onestamente la cosa ci interessa poco, fintanto che la musica continua ad essere di così alta qualità.
Il sound dei Rammstein è estremamente personale, una sorta di marcia militare molto cadenzata, dalle sonorità techno-industrial e dalle insospettabili aperture melodiche, con cori potenti e anthemici e l'utilizzo saltuario di effetti sonori delicati ma sempre freddi, futuristici, meccanici. Ecco, l'idea che danno è alternativamente quella di un esercito in marcia o di un enorme macchinario industriale in funzione... non esattamente la colonna sonora per una serata romantica, anche se, e in questo Mutter ce ne sono validi esempi, alcuni pezzi suonano dolcissimi, seppur pregni di un sentimento di disperazione che non li rende di certo easy listening, come la title-track Mutter (madre), con un testo-shock che merita una lettura attenta. Il trademark sonoro resta lo stesso dei due precedenti album ma i Rammstein in questo terzo lavoro danno alla luce canzoni più profonde, più ariose, e si permettono il lusso di proporre pezzi lenti come la già citata Mutter o la splendida Sonne, davvero da applausi, con un coro fortemente evocativo ed una chiusura affidata ad un vocalizzo femminile da brividi. Aggressività quindi, ma non solo. Il sestetto tedesco dimostra di poter comunicare altro, anche se sono sempre emozioni oscure, negative. La freddezza sonora, il distacco meccanico che trasmettono i Rammstein è secondo solo a quanto proposto dai Fear Factory. Intendiamoci, la loro musica è anche estremamente trascinante e coinvolgente, come testimoniato dalle travolgenti esibizioni live, è il feeling complessivo a comunicare una violenza, di certo acuita dal cantato in tedesco, quasi di stampo nichilista.
Questo album, risalente al 2001, resta il migliore prodotto dai Rammstein ed è indubbiamente un ascolto molto valido, per una band che riassume in sè molti aspetti del lato più oscuro dell'animo umano.

PS: per una traduzione (in inglese) attendibile delle liriche dei primi album dei Rammstein, potete visitare http://www.herzeleid.com



Pubblicato il 1/12/2006 alle 11.52 nella rubrica Musica.

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