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EMERSON, LAKE & PALMER - Brain Salad Surgery (1973)



Brain Salad Surgery è l'album di maggior successo di Emerson, Lake & Palmer, e probabilmente già questo sarebbe sufficiente per dare una idea dell'importanza di questa opera. La band di Keith Emerson, Greg Lake e Carl Palmer è stata infatti una delle più fondamentali degli anni '70 e la principale artefice di quel processo che ha portato il progressive rock dall'essere un genere di nicchia a diventare il dominatore incontrastato di una decade.
Gli ELP si formano ufficialmente nel 1970 quando il cantante e bassista Greg Lake prende la decisione di abbandonare i King Crimson e di unirsi al progetto del tastierista Emerson. Ai due si aggiungerà in seguito il batterista Carl Palmer. Autori di un sound fortemente Crimsoniano, perlomeno per ispirazione ed impostazione di base, gli ELP hanno avuto una storia travagliata, sempre in bilico tra gli eccessi di protagonismo di cui, a turno, ognuno dei tre membri si fa portatore. Uno scontro continuo di personalità e di idee musicali che se da un lato produce album di successo come Tarkus e lo stesso Brain Salad Surgery, dall'altro porta ad opere contraddittorie come Works e sarà causa dell'inevitabile scioglimento della band nel 1979, quando l'emergere del fenomeno punk di fatto cancella un certo modo intellettuale e se vogliamo effettivamente anche involuto di fare musica.
Brain Salad Surgery, datato 1973, si inserisce quindi a pieno titolo nel filone del nascente progressive rock; permeato della stessa follia compositiva tipica dei King Crimson, l'album vede tra l'altro la partecipazione di quel Pete Sinfield autore dei testi proprio dei primi album dei Crimson, e anche in questa sede sufficientemente ispirato. Il bellissimo e conturbante artwork curato dall'artista visionario HR Giger fa subito intendere che tematica dominante sarà la science-fiction, scelta che si riflette anche nel tipo di sound, elettronico e spaziale. La conclusiva e lunga (trenta minuti) suite Karn Evil 9 è infatti regno incontrastato di un Emerson mai come stavolta ispirato, autore di una prestazione notevole per maestosità dei suoni e virtuosismo tecnico. Le cinque tracce presenti (con l'eccezione di Benny the Bouncer, francamente modesta) sono tutte ai massimi livelli di quanto prodotto dagli ELP. Toccata è una splendida rielaborazione del primo movimento del Concerto per Pianoforte n°1 di Alberto Ginastera mentre Still... You turn me on è una delicata ballata, oasi di immediatezza in un album difficile e destrutturato. Ecco, probabilmente il difetto principale dell'album è proprio questa eccessiva ricerca della destrutturazione e del virtuosismo compositivo a tutti i costi, cosa che rende il risultato finale un po' troppo annodato su sè stesso, freddo, poco immediato persino per gli standard progressive. Questo non ha comunque impedito che Brain Salad Surgery divenisse un grande successo commerciale, proiettando la band nell'olimpo delle eterne, come testimonia la continua immissione sul mercato, anche a distanza di quasi trent'anni dallo scioglimento della band, di opere a nome ELP.


Pubblicato il 6/12/2006 alle 18.18 nella rubrica Musica.

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