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LUIGI GUARNIERI - I sentieri del cielo (2008)



Ambientato nella Calabria del 1863, all'indomani della proclamazione del Regno d'Italia, I Sentieri del Cielo affronta la nascita della annosa Questione Meridionale, utilizzando come punto di partenza la narrazione degli scontri tra le milizie del Regno, calate nel Mezzogiorno dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie e alle quali era assegnato il compito di fare l'Italia, e le numerose bande di ribelli ed ex soldati borbonici in rivolta contro il potere piemontese, accusato di salvaguardare gli interessi di poche decine di latifondisti a scapito di quelli del popolo, ridotto in condizioni di estrema povertà.

Guarnieri ci racconta quindi lo scontro tra lo squadrone capitanato dal Maggiore Albertis e la banda del famigerato Evangelista Boccadoro, e nel farlo ci consegna il quadro, eccezionalmente vivido, di una terra sconvolta da una vera e propria guerra civile, in cui la violenza, spropositata e perpetrata in egual modo da ribelli e soldati, non risparmia nessuno. Le ragioni di ambo gli schieramenti vengono fatte emergere nella narrazione ma a nessuno dei due viene riconosciuta una superiorità morale. Esponenti di due culture agli antipodi e rappresentanti di interessi divergenti, le due parti in causa portano infatti avanti una guerriglia insensata, in cui la ragione degli uomini, persa dietro considerazioni politiche, economiche e culturali, non sempre è dove ci si aspetta di trovarla.

Notevole, come sempre nei libri di Guarnieri, è l'accuratezza della ricostruzione storica, frutto di ricerche approfondite ed estese. La regione dei monti della Sila viene descritta con ricchezza di particolari ma è tutta l'ambientazione, in senso più ampio, ad essere delineata con mirabile perizia. Il inguaggio usato è crudo e scarno, denso di dettagli, efficace nel trasmettere la freddezza meccanica della battaglia. I personaggi vengono dipinti con pochi, abili tratti, trasmettendoci quindi quel senso di spersonalizzazione tipico di ogni conflitto armato, in cui la vita umana ha poco valore e l'obiettivo da raggiungere giustifica ogni mezzo. Il ricorso al dialetto, al tempo unica lingua parlata in loco, è funzionale al tentativo, riuscitissimo, di farci comprendere la cultura di una terra arcaica e misteriosa, dilaniata da una povertà ad di là dell'immaginazione, lontanissima dal concetto odierno di civiltà. Evidente il contrasto culturale con i soldati piemontesi, calati in una realtà aliena e dei cui abitanti non conoscono nulla, tantomeno la lingua. La spaccatura è insanabile, comprendere le ragioni dei propri oppositori impossibile.

I sentieri del cielo
riesce perfettamente nel duplice intento di raccontare una storia affascinante e di ricreare uno spaccato credibile di un periodo storico a noi vicino temporalmente eppure estremamente distante dal punto di vista socio-culturale, dandoci così le chiavi per l'interpretazione di avvenimenti contemporanei che proprio in quell'epoca, fondamentale nella storia del nostro Paese, affondano le radici.
Guarnieri si riconferma scrittore di enorme talento, unico nel panorama italiano per la sua capacità di affiancare, ad un approccio mai improvvisato e a contenuti di elevata ricchezza culturale, una fruibilità e scorrevolezza di lettura tipica dei romanzi meglio riusciti.

Altamente consigliato. Opere di questa caratura sono merce rara.

Pubblicato il 17/4/2008 alle 17.38 nella rubrica Libri.

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